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TARANTA POWER

"Taranta Power è la sottolineatura di un momento creativo che si sta svolgendo intensamente nei dintorni dell’anno 2000. La leggenda della taranta libera ancora oggi energia, e spinge al ballo nuove generazioni del sud e del nord, e il passo della tarantella conduce musicisti, artigiani, pittori, scrittori verso sentieri mai percorsi, dove si ritrovano i segni e i volti di una storia millenaria, e nello stesso tempo le pulsazioni di un presente che riguarda soprattutto il confronto e il contatto fra i popoli. La Taranta è allora uno strumento di comunicazione, è un segno artistico tipicamente italiano che rappresenta naturalmente in tutto il mondo la nostra origine e la nostra cultura. Questo movimento l’ho chiamato Taranta Power con un ardito accostamento terminologico perché si contrapponga con immediatezza all’immagine purtroppo deteriore che la “tarantella” ha assunto nell’immaginario collettivo in tutto il mondo, veicolato da insulsi gruppi folckloristici e da banali espressioni musicali assolutamente lontani dalla realtà impetuosa della taranta rituale.
Il progetto Taranta Power sta veicolando nel mondo una immagine nuova e vitale della cultura musicale italiana, ed è oggi una realtà in Italia capace di aggregare pubblico e appassionati in concerti, stage, scuole, festival, con dimensioni quantitative e numeri che fino a poco fa appartenevano solo al mondo del rock e della musica leggera. Tale percorso si è sviluppato spontaneamente per la reale esigenza di riappropriarci di un segnale musicale in cui riconosciamo le nostre radici, al di fuori di ogni moda esterofila e massificante. Penso che sia tempo che le istituzioni preposte alla cultura intervengano nel dare un impulso corretto e decisivo allo sviluppo di questo fenomeno artistico.
La prima fase di Taranta Power è consistita nel diffondere la musica e il ballo legati al ritmo della Taranta che, come il Flamenco per la Spagna, è per l’Italia una sintesi spettacolare rappresentativa della nostra storia e della nostre leggende. E questo percorso è maturo per allargarsi ad un confronto con le altre culture limitrofe e a collocare la musica popolare italiana al centro dell’area del Mediterraneo con un ruolo trainante e uno scambio creativo con i ritmi e gli strumenti di tutti i paesi mediterranei, dal Marocco all’Algeria alla Spagna al Libano alla Grecia alla Turchia."
Eugenio Bennato


Fondata da Eugenio Bennato nel 1999, Taranta Power sin dall’ inizio ha proposto un modo nuovo d’intendere la promozione e l’organizzazione d’eventi musicali, ha rivoluzionato dall’interno un settore ormai non più all’altezza di dare risposte al rinato interesse per la musica popolare da parte d’un pubblico sempre più giovane ed internazionale.
Taranta Power ha come obiettivo la diffusione nazionale ma soprattutto internazionale della Taranta, da intendersi come ballo e come stile musicale appartenente al mondo mediterraneo ma con un forte carattere italiano.

Un ambizioso movimento che tenta di raggiungere i suoi obiettivi attraverso formule nuove e con una politica organizzativa che si articola essenzialmente introno ai seguenti punti:

1) PUBBLICAZIONE CD
La pubblicazione di CD vuole rispondere ad un’esigenza di pubblico che ha fatto in questi anni una scelta, in alternativa alle mode e all’imposizioni forti dell’industria dello spettacolo; un pubblico particolare, che sceglie la sua musica in un tam tam di infomazioni dirette, fatta di incontri e di feste, e di concerti e di improvvisate esibizioni nelle piazze delle città o nei cortili e le masserie dei villaggi. E’ il cosiddetto “popolo della taranta”, o la più vasta schiera di ascoltatori della world music, in cerca e in attesa di una musica che rispecchi i caratteri di ciascun popolo e di ciascun dialetto. In questi anni sono state diverse le pubblicazioni: “Taranta Power” (1999) di Eugenio Bennato è stato il disco che ha in qualche modo dato l’avvio ad un movimento artistico culturale che coinvolge oggi decine di migliaia di giovani; “Tarantella del Gargano” (2000) è uno straordinario documento di grande valore musicale e poetico che raccoglie i brani più significativi del ricco repertorio della città di Carpino in provincia di Foggia attraverso le interpretazioni dirette ad opera dei maestri depositari della tradizione; “Lezioni di Tarantella”(2000) è un’antologia di brani provenienti dalle maggiori tradizioni popolari del Sud d’Italia eseguiti dai grandi maestri; “Che il Mediterraneo sia”(2001) di Eugenio Bennato, l’ultimo tassello di un percorso musicale che evolve verso sonorità e melodie mediterranee; “Chitarra battente” (2003) è l’opera prima di Marcello Vitale, il massimo suonatore di chitarra battente contemporaneo, che realizza una raccolta di pezzi solistici per chitarra battente, brani inediti e elaborazioni di melodie popolari legate alla funzione ipnotica della musica di taranta; “Tribù Puglia”(2002) e “Tribù Sud” (2003) sono lavori che mirano a far conoscere la fitta rete di giovani gruppi che propongono una musica popolare in chiave assolutamente contemporanea. E infatti con la riedizione di Lezioni di Tarantella è prevista anche l’uscita (nov 2004) di una “compilation” di brani di giovani talenti della Calabria e della Puglia diretta musicalmente da Eugenio Bennato. Inoltre sono stati rimasterizzati e ripubblicati con la distribuzione Lucky Planet tutta la discografia di Eugenio con delle continue uscite del lavoro effettuato per il cinema come per il teatro, è infatti in preparazione una collana di tutto cinema e teatro l’Opera di Eugenio Bennato. E in primavera 2005 il nuovissimo cd di Eugenio Bennato Sponda Sud, contenente solo brani inediti.

2) PROMOZIONE GRUPPI ITALIANI
Promuovere la musica popolare del Sud d’Italia vuol dire agire su piani differenti: da un lato portando alla ribalta su grandi palcoscenici i Maestri della Tarantella ed offrendo quindi la possibilità di conoscere la tradizione popolare attraverso il contatto diretto con i suoi più grandi depositari, mentre dall’altro tramite il coordinamento delle nuove “ creazioni ” di giovani musicisti che, nel rispetto delle regole dello stile etnico dell’Italia del Sud, propongono brani arricchiti da nuove sonorità.

3) ORGANIZZAZIONE CONCERTI e EVENTI
l’organizzazione di grandi raduni sul tema della tarantella sulla scia di quelli già realizzati da TARANTA POWER a Napoli (dicembre 1997), a Milano (aprile 1998) Lecce (ottobre 1998), il tour di Firenze, Milano, Padova, Bologna e Roma (febbraio 2000), il Festival di Dubrovnik (agosto 2000) Napoli e Bologna (febbraio 2001), Barbican Hall di Londra, Tour Mediterraneo 2002 (Egitto, Tunisia, Marocco, Algeria, Albania, Spagna), Taranta Power a Piazza Mercato (Napoli 2003) Sfinks Festival Belgio (2003), Stimmen Festival (2003), Afragola Mondo (2003), Libano (2003) Festival di Norimberga(2004), di Brugges (2004), di Lesina TarantaPowerFestival (10.000 persone) (FG) e della VII edizione di Kaulonia TarantaPowerFestival (20.000 persone) (RC), e di una fitta tournée in Spagna (Lerida, Bilbao, Valencia…). La tournée del Mediterraneo cominciata nell’estate 2002, continuata nel 2003 sulla sponda Orientale ha già permesso nel 2004 di attuare la costruzione di una rete mediterranea che permetta concretamente la collaborazione tra i musicisti e gli operatori dello spettacolo delle varie sponde. Sono in programmazione eventi “Che il Mediterraneo sia” a fine anno al Cairo Eugenio Bennato incontra l’orchestra dell’Opera del Cairo con ospiti Jamal Ouassini celebre violinista e ricercatore della musica araboandalusa di Tangeri, Hasna El Becharia, dall’Algeria, e una tappa in Turchia permetterà ad Eugenio di incontrare musicisti importanti di questo paese.

4) DIDATTICA: SCUOLE E SEMINARI
la diffusione della Taranta è naturalmente legata anche ad una dimensione didattica. L’insegnamento nella duplice dimensione delle tecniche strumentali e di ballo attraverso le Scuole e i Seminari offre la possibilità. di avvicinarsi in modo significativo a elementi e contenuti della musica etnica e della cultura popolare del Sud d’Italia La creazione di nuove Scuole: Bologna (Italia), Melbourne (Australia), El Jem (Tunisia) e i più di cento Seminari svolti quest’anno nelle scuole segnano delle tappe fondamentali di un movimento che è attivo nel recupero, nello studio e nella divulgazione della cultura popolare del Sud d’Italia.
 
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